Savena TV. I primi tre video

L’azione 2 del progetto Dammi una rete che costruiamo ponti, proposto dal nostro istituto nell’ambito dell’Agenda digitale del Comune di Bologna, prevede la realizzazione di un video-notiziario online, incentrato sul quartiere Savena. La redazione è composta principalmente dagli alunni della scuola secondaria di primo grado L. C. Farini e i temi scelti riflettono, molto da vicino, gli interessi, l’immaginario ma anche i problemi della “generazione anni 2000”.

I primi tre dei sei video in programmazione sono stati pubblicati sul blog del progetto e su YouTube.

Il primo lavoro è incentrato sul tema molto caldo dei graffiti: in che modo dobbiamo infatti considerare le scritte e i disegni che compaiono sui muri della nostra città? Sono delle forme artistiche o semplici atti di vandalismo? È sempre possibile fare distinzioni sulla base di un criterio estetico (se è “bello” allora è arte, altrimenti è imbrattamento) o normativo? Il tema è complesso, e il video tenta di restituire tale complessità dando voce a diversi punti di vista (un writer, i ragazzi della scuola L. C. Farini e le forze dell’ordine).

Anche il secondo video affronta, dal punto di vista degli adolescenti, un tema di grande attualità: lo sport e la sua capacità di inclusione sociale. Le tante attività presenti nel quartiere possono costituire infatti un importante fattore di inclusione e di integrazione nei confronti dei ragazzi giunti da poco in Italia. Far luce sulle possibilità di incontro e di condivisione di regole e divertimento che le attività sportive offrono, può diventare così un buon servizio per tutta la comunità.

Alla definizione dei concetti di “accoglienza” e di “integrazione” è dedicato, infine, il terzo lavoro che – a partire dall’analisi dei dati statistici sulla presenza di cittadini non italofoni presenti nel quartiere Savena – cerca di indagare sulle reali esperienze di condivisione sociale presenti nel quartiere e, inevitabilmente, sui banchi di scuola. I dati e le testimonianze raccolte, cercano di cartografare lo stato interculturale in questa porzione di città.

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